Quattro modi per far del male ai conigli

22/07/2021

Tempo di lettura: 4 minuti

No, non è un articolo che insegna come torturare i conigli, questo. Al contrario, insegna a opporsi a tutte le torture legalizzate che subiscono ogni giorno, a milioni solo in Italia, per i motivi più futili.

1. Intrappolati in gabbia per la carne

I conigli in natura amano correre, saltare, scavare tane di tante "stanze" unite da cunicoli. Stare in gruppo, giocare e scambiarsi affetto.

Negli allevamenti sono tenuti in capannoni maleodoranti e privi d'aria fresca, stipati in gabbie di rete senza la possibilità di nascondersi in una tana. Per loro, la vita è una vera tortura, fatta solo di paura, infelicità e sofferenza fisica.

Sono animali fragili, che si ammalano facilmente, soprattutto di malattie respiratorie e intestinali: si stima che il 15-30% muoia prima di essere mandato al macello. Sono ancora cuccioli quando li uccidono: hanno 8-12 settimane di vita.

Le femmine usate per la riproduzione sono selezionate geneticamente per dare alla luce (dopo l'inseminazione artificiale) un numero di cuccioli innaturalmente elevato. Dopo un anno, il loro organismo non regge più. Allora vengono uccise e sostituite con altre.

Gli allevatori di conigli pubblicizzano la carne di questi animali come "ecologica", ma nessuna carne lo è. L'impatto ambientale è lo stesso della carne di maiale e molto più alto di quello dei legumi e altri vegetali.

Cosa puoi fare tu:

Non mangiare carne. Se non uccideresti mai un cucciolo di coniglio con le tue mani, non farlo fare ad altri. Non diventa più giusto, rimane orribile allo stesso modo. E lo stesso vale per gli altri animali, non ci sono differenze. Polli, maiali, pecore, bovini... tutti soffrono le pene dell'inferno e poi vengono uccisi.

2. Scuoiati per le pellicce

Si crede che le pellicce di coniglio siano un sottoprodotto dell'allevamento per la carne. Questa non sarebbe comunque una giustificazione, ma sta di fatto che non è così: i conigli "da pelliccia" sono di una razza diversa e ci sono allevamenti appositi.

Allevamenti del tutto simili a quelli per la carne: stessa tortura, stessa sofferenza, stessa uccisione alla fine.

I conigli usati per le pellicce sono lasciati vivere più di quelli per la carne, ma questo significa solo che soffrono più a lungo, non è certo una buona notizia per loro.

Cosa puoi fare tu:

Evita le pellicce, inclusi i giacconi coi bordi di pelo. Spesso è pelo vero, non sintetico, e spesso non si capisce dall'etichetta. Informa i tuoi conoscenti e chiedi loro di evitare qualsiasi decorazione in pelliccia.

3. Spelati per la lana

Nessun tipo di lana viene prodotto senza maltrattare e uccidere animali e lo stesso vale per la lana d'angora, ottenuta maltrattando i conigli anziché le pecore.

La razza dei conigli d'angora è stata selezionata geneticamente per ottenere una pelliccia foltissima, in modo innaturale. Il pelo viene poi strappato o tosato per produrre la lana; in entrambi i casi i conigli vengono trattati in modo violento e sono spesso feriti: ossa rotte, tagli, graffi. Oltre al terrore che provano a essere maneggiati in quel modo e alla sofferenza di una vita passata in gabbia.

Il 90% della lana d'angora viene dalla Cina, dove il trattamento è ancora peggiore.

Cosa puoi fare tu:

Evita tutti gli indumenti in lana, non è difficile. Basta leggere l'etichetta e preferire altri vestiti, c'è moltissima scelta.

4. Sfruttati anche quando "d'affezione"

I conigli nani considerati animali d'affezione sono meno sfortunati, ma anche loro subiscono abusi e maltrattamenti.

Come per i cani "di razza", esistono le fabbriche di cuccioli, allevati in condizioni molto simili a quelle degli allevamenti per la carne, pellicce o lana.

Sono tenuti in gabbie o scatole di plastica in capannoni pieni di animali da vendere: conigli, ma anche porcellini d'India, criceti e altri piccoli animali.

Quando vengono comprati spesso non vanno a finire bene: chi li acquista li tiene in gabbia e non li sa curare, quindi si ammalano facilmente, non possono muoversi, soffrono di solitudine. E spesso vengono abbandonati pochi mesi dopo l'acquisto, quando la famiglia si stufa del giocattolo nuovo.

Cosa puoi fare tu:

Non comprare mai mai mai animali, di nessuna specie! Nemmeno se poi li tratti bene. Se ne compri uno, pensando di aiutarlo, un altro prenderà il suo posto e così alimenti questo commercio che sfrutta e uccide animali.

Se vuoi aiutare davvero i conigli o altri piccoli animali, adotta quelli abbandonati o salvati dai laboratori di vivisezione. Ce ne sono tanti che hanno bisogno di una casa. Puoi anche fare volontariato in un rifugio per piccoli animali, oppure ospitane qualcuno a casa tua e dai una mano a cercare adozioni. Ce n'è davvero bisogno.

I "cosa puoi fare tu"... falli tutti!

Per ciascuno dei 4 settori di maltrattamento abbiamo suggerito delle semplici azioni per contrastare le torture che milioni di conigli subiscono ogni giorno: ma occorre metterli in pratica tutti!

Se non compri conigli d'affezione, ma mangi quelli d'allevamento, o se non mangi carne, ma indossi pellicce o lana, gli animali continuano a soffrire.

È facile evitare di essere la causa diretta di abusi e uccisioni... sii parte della soluzione, non del problema!

Fonte: Sentient Media, Inside the Dark World of Rabbit Farming, 21 giugno 2021.

Credits foto: Stefano Belacchi / We Animals Media

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