Il nostro pane quotidiano - documentario shock che svela i dietro le quinte del settore alimentare

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Argomento: Allevamenti/Veganismo

Se state prendendo in considerazione la possibilità di diventare vegetariani, potreste trovare interessante "Our Daily Bread" (Il Nostro Pane Quotidiano), un documentario che permettere di dare un'occhiata ai "dietro le quinte" dell'industria alimentare di oggi, letale e tecnologicamente avanzata. Aprendo le porte del mondo della produzione, spietato ed efficiente, dal concepimento al raccolto, questo documentario oggettivo espone le proprie ragioni contro la crudeltà verso gli animali, senza affidarsi a voci narranti o commenti di alcun genere.

16/12/2006

Lasciando semplicemente che i rumori di fondo degli stabilimenti fungano da colonna sonora, il filmato trascina lo spettatore nei compartimenti mortali di svariati macelli futuristici, quasi fosse il testimone involontario di un massacro senza pieta'. Our Daily Bread offre un ritratto non solo della morte, ma dei maltrattamenti di cui sono vittima questi sfortunati animali degli allevamenti intensivi, in ogni stadio del loro ciclo vitale.

Che cosa c'è di più scioccante che vedere un vitellino partorito da un taglio praticato dall'uomo sul fianco della vacca, anziché dal ventre materno? Forse vedere dei pulcini sputati fuori da tubi pneumatici su dei nastri trasportatori, ad una velocità impressionante, che lasciano poi cadere questi frastornati neonati in contenitori che, a loro volta, li trasportano in altri ambienti chiusi, altrettanto meccanizzati, dove vengono messi "all'ingrasso".

Poi ci sono le immagini di pesci, maiali e bovini che vanno incontro al loro destino, trascinati e smembrati, come in una catena di montaggio, le loro carcasse fatte a pezzi in un processo automatico che utilizza quasi ogni parte del loro corpo, esclusa la coda. I pochi operai che appaiono nel filmato hanno sguardi lontani ed indifferenti a testimonianza del fatto che, da tempo ormai, si sono arresi spiritualmente a questo lavoro che prosciuga l'anima di chi lo svolge. Nessuno mostra un briciolo di compassione per le creature con cui ha a che fare.

Our Daily Bread dirige inoltre l'attenzione sull'attuale approccio asettico verso l’agricoltura, descrivendo quello che succede all’interno dei grandi capannoni adibiti a serre in cui frutta e verdura vengono coltivate esclusivamente sotto la luce artificiale e spruzzate con pesticidi da quelli che sembrano astronauti in tuta e casco spaziali e con maschera antigas.

Con panoramiche grandangolari belle come quelle di Koyaansqatsi * (1982), Our Daily Bread risulta ancora migliore di quel classico ecologista, perché suscita negli spettatori un senso di urgenza e non permette loro di rimanere distaccati. Così, come complici dei cospiratori, ma non imputati, in un compromesso etico di proporzioni impensabili, veniamo spronati ad impedire che il settore agro-industriale trascini il pianeta in un processo di totale collasso morale ed ecologico.

Perché, dal momento che abbiamo già razionalizzato il modo atroce in cui vengono trattati piante ed animali, il passo per arrivare a fare orecchie da mercante davanti ad un genocidio di massa non dovrebbe essere poi tanto lungo.

Un'esperienza angosciante che promette di ossessionarvi per il resto dei vostri pasti.

NdT: Koyaansqatsi di Godfrey Reggio, documentario sperimentale il cui titolo, tradotto dalla lingua degli indiani Hopi, significa "vita disordinata", che si pone come lente rivelatrice attraverso cui la realtà appare come una vorticosa corsa verso la catastrofe.

Fonte: FinalCall.com, "Horrifying documentary offers peek at food industry", 7 dicembre 2006, http://www.finalcall.com/artman/publish/article_3094.shtml
Traduzione di Maria Teresa Masci

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