Amiamo di più la natura o la bistecca?

11/03/2021

Tempo di lettura: 7 minuti

Dobbiamo scegliere l'una o l'altra, non possiamo avere entrambe. Ce lo spiega il nuovo report scientifico da poco pubblicato dall'Istituto di ricerca Chatham House, col supporto dell'UNEP (Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite).

La ricerca ha confermato per l'ennesima volta che il sistema di produzione alimentare a livello mondiale è il maggior responsabile della devastazione della natura e che è cruciale spostare i consumi verso una dieta basata sui vegetali, non più su carne, pesce, latticini e uova. [1, 2]

Il nuovo report si è focalizzato non solo sullo spreco di risorse causato dalla produzione di carne e altri cibi animali, e sulle conseguenti emissioni di gas serra, ma soprattutto sulla perdita di biodiversità.

Stiamo uccidendo gli animali selvatici, distruggendo i loro habitat, riempiamo la Terra di animali d'allevamento, per poi distruggere anche loro nei macelli. Secondo il report della Chatham House, abbiamo spazzato via la metà degli ecosistemi naturali del pianeta e dal 1970 ad oggi abbiamo ucciso il 68% degli animali selvatici.

Chi è interessato solo a se stesso, non alla natura e agli animali, dovrebbe preoccuparsi comunque, perché su un pianeta senza più risorse non può vivere nemmeno l'umanità: uccidendo e annientando tutto, stiamo mettendo in pericolo anche noi stessi.

Tre "manopole" su cui agire

Secondo il report sono tre le "manopole" che possiamo usare per risolvere la situazione, ma la prima è di gran lunga la più importante, ed è anche quella indispensabile, perché, senza questo primo intervento, gli altri due non possono essere realizzati.

La buona notizia è la prima azione da fare è alla portata del singolo individuo: dipende solo da noi, abbiamo il potere di decidere da che parte stare. E la conseguente responsabilità.

1. Passare a una dieta basata sui vegetali

E' questa l'azione basilare, perché nell'industria alimentare globale è la produzione di carne e altri cibi animali ad avere il maggior impatto: l'80% della terra coltivabile è usata per l'allevamento (in modo diretto, ma soprattutto perché destinata alla coltivazione di mangimi).

Ma questo 80% di risorse contribuisce solo al 18% dei fabbisogni nutrizionali dell'umanità [3] (come ben spiegato nell'articolo Nuovo studio scientifico conferma che una dieta 100% vegetale è il modo più potente per ridurre il nostro impatto sul pianeta).

Più allevamenti riusciamo a eliminare, più diminuisce la pressione sull'ambiente: si liberano territori, si smette di incendiare le foreste per coltivare mangimi e allevare animali, si smette di distruggere gli ecosistemi acquatici con la pesca e l'acquacoltura.

Il report spiega proprio questo, affermando che per riformare il sistema di produzione di cibo "l'elemento più importante di tutti è il passaggio globale a diete basate sui vegetali". Per esempio, se negli USA la popolazione passasse dal consumo di carne di manzo a quello di legumi, si libererebbe il 42% delle terre coltivabili.

2. Ripristinare gli ecosistemi per aumentare la biodiversità

La prima azione è già sufficiente per invertire la rotta e tornare verso la sostenibilità, ma se si vuole accelerare il processo si può mettere in atto la seconda azione, che ha senso soltanto dopo aver implementato la soluzione uno: prima dobbiamo smettere di distruggere il pianeta per far spazio ad allevamenti e coltivazioni di mangimi, poi con gli spazi liberati possiamo cercare di ridare alla natura quello che le abbiamo rubato.

3. Passare a coltivazioni non intensive

La terza azione è estremamente semplice, una volta applicata la prima.

Anche se le coltivazioni non intensive danno in genere un raccolto minore, con tutte le risorse che si liberano dall'eliminazione degli allevamenti, non c'è nessun problema a nutrire tutti anche con una resa minore. Anzi, si può nutrire un numero di persone molto molto più alto.

Sii parte della soluzione

Per essere parte della soluzione, anziché del problema, basta passare a una dieta vegetale.

E' facile, veramente facile, lo dicono tutti quelli che han provato: basta volerlo! Solo chi non segue e non vuole seguire una dieta vegetale immagina che sia complicato, ma tutti quelli che la applicano concordano sul fatto che sia davvero semplice... e soddisfacente! E' una scelta che ci fa stare meglio, ci fa gustare piatti appetitosi che non fanno danno a nessuno. Nemmeno alla nostra salute.

Alcune testimonianze:

"Era da tanto che, da onnivora, volevo intraprendere il percorso per diventare vegana; pensavo che per me sarebbe stato difficile ma non è stato così e sono molto contenta. Mi dispiace solo non averlo capito prima."

"Mi sono accorta già dopo le prime 2 settimane che è solo questione di abitudine: sostituire gli ingredienti di origine animale è facilissimo e mi sono subito sentita meglio fisicamente e moralmente."

"Da quando ho fatto questa scelta mi sento davvero bene a 360 gradi. Sento di avere fatto una scelta davvero importante per me e per tutto ciò che mi circonda."

Queste sono le parole di alcuni dei partecipanti al Vegan Discovery Tour, un percorso in 20 giorni tutto gratuito e pieno di informazioni pratiche. Le migliaia di persone che hanno partecipato ne sono rimaste entusiaste, prova anche tu!

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Fonti

1. Plant-based diets crucial to saving global wildlife, says report, 3 febbraio 2021 Guardian

2. Report "Food System Impacts on Biodiversity Loss" del Chatham House Institute

3. J. Poore, T. Nemecek, Reducing food’s environmental impacts through producers and consumers, Science, 1 giugno 2018 (Vol. 360, Issue 6392, pp. 987-992, DOI: 10.1126/science.aaq0216)

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