Guida per aiutare i piccioni con le zampe legate

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A cura della dr.ssa Fosca De Vita, biologa

In questa guida spieghiamo come aiutare un piccione che fatica a camminare perché ha le zampe bloccate dai legacci della spazzatura o altri fili lunghi e sottili. Questo problema è molto diffuso, perché gardinetti e marciapiedi sono pieni di legacci della spazzatura che si staccano dai sacchetti, oppure altri fili lunghi e sottili.

Non rendendosi conto della pericolosità dei fili, quasi invisibili, i colombi vi si impigliano con le zampe. Essendo lunghi, i fili si avvolgono intorno a entrambi i piedi, legandoli insieme, ostacolando la deambulazione e rischiando di appendere gli animali qualora si posino su rami sporgenti.

Quando vediamo un colombo con dei fili attorcigliati sulle zampe, aiutiamolo: questi fili creano grandi sofferenze ai colombi e in alcuni casi ne provocano una morte lenta.

  • Per aiutare a prevenire il problema dei legacci lasciati in giro leggi come fare nell'introduzione

  • Per avere indicazioni su come catturare il colombo, leggi i consigli della guida apposita.

  • Qui di seguito vediamo come aiutarlo liberandolo dai fili una volta preso e curandogli le zampe quando sono danneggiate.

Esaminiamo 3 casi:

  • Caso A: Come togliere i fili nel caso meno grave
  • Caso B: Fili stretti e dita piegate
  • Caso C: Fili molto stretti che entrano nella carne

Caso A: Come togliere i fili nel caso meno grave

In caso di fili non molto stretti attorno alle zampe e dita integre, potete toglierli direttamente sul posto. Bisogna dotarsi di un po' di "attrezzatura" da portare sempre con sè: forbicine, un sacchetto di stoffa apposito o almeno un telo di stoffa leggera. Se non avete queste cose con voi, portatevi a casa il piccione e toglietegli i fili e poi liberatelo.

Se invece siete attrezzati, potete avvolgere il piccione in un pezzo di tela leggera, ma in un sacchetto come quello nella foto sta più comodo, respira meglio e non c’è il pericolo che scappi. Se siete in due è più comodo, perché uno può tenerlo con le mani e l'altro tagliare via i fili dalle zampe.

Qui sotto mostriamo la foto di un sacchetto di cotone leggero per sistemare il piccione catturato e liberarlo dai fili. La lunghezza deve essere circa di 40 mc e la larghezza di 30-32 cm, e va sagomato in modo da renderlo più stretto verso la punta, dove si sistema la testa del piccione.

Una volta sistemato il piccione nella stoffa o nel sacchetto, sedetevi su una panchina o altro e adagiate sulle gambe il piccione a pancia in su, scoprendogli le zampe. Con una forbicina tagliate i fili, facendo bene attenzione a non ferirgli le dita con le punte (vedi figura sottostante).

Una volta liberate completamente le zampe, tagliuzzate i fili tolti e buttateli in un cestino. Questo è molto importante, perché se li buttate interi e poi finiscono di nuovo per terra (come accade spesso), altri colombi vi si impigliano.

Prima di lasciare libero il piccione, dategli qualcosa da mangiare (dalla vostra mano o dalla stoffa).

Caso B: Fili stretti e dita piegate

Se il piccione è più sfortunato e le sue dita hanno assunto posizioni innaturali, sono contorte e anchilosate, possiamo comunque aiutarlo: ecco come fare passo-passo.

Per prima cosa occorre togliere i fili come spiegato nel caso A. Poi potete ospitare il piccione per qualche giorno per rimettergli le dita nella giusta posizione, che è quella della foto qui sotto: tre dita in avanti e il quarto indietro.

Strumenti da utilizzare per la cura

  • Un paio di forbici

  • Una strisciolina di benda (la migliore si ricava da un tessuto di cotone a costine come le canottiere di una volta)

  • Una “scarpetta” come quella della figura, ritagliata nel cartoncino della consistenza di quello delle scatole del riso. Le dimensioni variano secondo la grossezza del piede e la lunghezza delle dita.

  • Un rotolo di cerotto.

Con questi strumenti possiamo applicare il procedimento mostrato nella foto seguenti: con questo procedimento i piccioni in genere si riprendono.

Le immagini riportate sono di un piede normale e servono a rappresentare la posizione che si deve cercare di fare assumere alle dita piegate in sotto o di lato.

Passo 1. Fare un giro di benda attorno alla “caviglia”. Posizionare la scarpetta in modo che le unghie sporgano un po’. L’incavo della scarpetta deve stare alla base del quarto dito, quello che sta dietro.

Passo 2. Passare la benda dal davanti verso il dietro tra il primo e il secondo dito.

Passo 3. Dal dietro in basso, passare la benda davanti e in alto tra il secondo e il terzo dito dito. Se le dita sono anchilosate, occorreranno più passaggi di questo tipo per tenerle ferme in posizione.

Passo 4. Fare un paio di giri orizzontali.

Passo 5. Fermare il tutto con una strisciolina sottile di cerotto attorno alla scarpetta e alla benda sulla “caviglia” (un cerotto troppo largo ostacola la traspirazione).

Passo 6. Dal sotto si devono vedere sporgere le tre unghie davanti e il quarto dito dietro (o comunque le unghie delle dita che ha).

Attenzione: la messa in posizione va controllata tutti i giorni nei casi gravi o ogni 2-3 giorni negli altri casi. Va tolta la fasciatura e, se le dita si sono piegate di nuovo,o si sono spostate, vanno rimesse in posizione, magari fermandole direttamente con un cerotto, prima di passare la benda. Quante volte va rifatta questa operazione dipende dal tipo di compromissione e dall'abilità nel praticare il bendaggio.

Quando, tolta la fasciatura, le dita sembrano stare in posizione, lasciare l’animale sfasciato per un paio di giorni. Se mantiene la posizione si può liberare.

Caso C: Fili molto stretti che entrano nella carne

In caso di fili molto stretti che entrano nella carne, le dita si presentano fessurate in vari gradi:

  1. con circolazione sanguigna e movimento conservati;
  2. con circolazione sanguigna conservata, ma fessurazione così profonda per cui il dito penzola e l'animale non può controllarne il movimento;
  3. con circolazione sanguigna ostacolata per cui il dito si presenta bluastro o già necrotico.

Nella foto sottostante si vede un piede che presenta il grado 1, il grado 3 e anche il caso di dito anchilosato.

Queste sono le situazioni più complicate. Se non conoscete nessuno che vi possa aiutare, dovete provare a fare da voi. Ecco alcune indicazioni:

  1. Tenendo il piccione nel sacchetto o in un telo, scoprire la zampa e immergere il piede in una ciotolina con acqua tiepida saponata o con acqua ossigenata, tenendolo a bagno per alcuni minuti per ammorbidire le incrostazioni e rendere più visibili i fili.

  2. Con una forbicina, facendo attenzione a non ferire le dita, cercare di insinuarsi tra la pelle e i fili per poterli tagliare.

  3. Assicurarsi di aver tolto tutti i fili ispezionando le singole dita e le fessurazioni da tutti i lati, aiutandosi anche con una lente di ingrandimento e una pinzetta, specialmente nel caso di capelli.

Le dita necrotiche andrebbero amputate, ma cadono anche da sole col tempo e se il piede è fasciato l’animale non soffre quando appoggia.

Le dita fessurate possono riprendersi applicando gel come il Reparil o l’Ematonil che fluidificano il sangue ristabilendo la circolazione.

Nel caso siano fessurate molto profondamente e pencolanti non possono riprendersi e andrebbero amputate. Si può farlo tagliandole nel punto più stretto e bendandole con una strisciolina di stoffa immersa prima in acqua ossigenata. che disinfetta e arresta l’eventuale sanguinamento (che, in questo caso, si limita a qualche goccia).