Dall'orrore dell'industria delle uova alla salvezza in rifugio

01/12/2020

Tempo di lettura: 4 minuti

Jo Bennett, Ronni e Chandler possono testimoniare che anche negli allevamenti di galline ovaiole "senza gabbie" gli animali non sono certo sono trattati bene. Loro tre non possono raccontarlo con la propria voce, visto che sono galline... ma lo raccontano a nome loro i volontari del rifugio Farm Sanctuary di New York, dove i tre animali vivono finalmente liberi.

Assieme a loro, anche altre 200 galline ovaiole sono state salvate da un allevamento di galline "allevate a terra". Questo termine fa pensare a una vita migliore rispetto a quella in gabbia, fa pensare a galline che razzolano su un prato e stanno all'aria aperta e al sole. Invece sono tenute in capannoni dove hanno appena lo spazio per muoversi, uguali in ogni parte del mondo.

In ogni capannone sono rinchiuse 20 mila o 30 mila galline: in un metro quadrato ne stipano 9 e poi vogliono far credere che questi siano gli allevamenti che "rispettano il benessere degli animali", un grande obiettivo a cui tendere.

Quando Jo Bennett, Ronni e Chandler, assieme alle loro compagne, sono state portate al rifugio, hanno potuto finalmente posarsi su un trespolo, fare i bagni di polvere, aprire le ali, camminare in giro, sentire il sole sulle piume... tutti comportamenti naturali e basilari per il benessere degli animali, ma impossibili in allevamento.

Appena nati, i pulcini femmina subiscono il taglio del becco, una procedura estremamente dolorosa, condotta senza anestesia. Tagliano il becco per evitare che le galline, una volta adulte, si feriscano tra loro (e quindi causino danni economici all'allevatore), cosa che in libertà non farebbero mai. Lo fanno solo in prigionia, perché impazziscono per la reclusione e la mancanza di spazio,

Il destino dei pulcini maschi appena nati è invece quello di essere tritati vivi. Essendo maschi, non faranno mai uova, sono solo scarti di produzione. Perciò, per ogni gallina che arriva in allevamento, di qualunque tipo esso sia, in gabbia, a terra, ecc., un pulcino maschio è stato ucciso.

Le galline vengono uccise anche loro, ma dopo 2 anni di sfruttamento, quando non sono più abbastanza produttive: Jo Bennett, Ronni e Chandler sono state salvate da questo destino e potranno vivere in rifugio fino alla fine naturale della loro vita, che può durare fino a 8 anni.

Le galline e i polli sono considerati animali "stupidi", ma i volontari del rifugio che interagiscono con loro ogni giorno sanno che non è così e lo assicura anche la scienza: sono intelligenti quanto cani e gatti e hanno una vita sociale ed emozionale complessa, quando sono lasciati liberi di viverla.

Ognuno di noi può fare molto per evitare che questi animali siano imprigionati e uccisi: se evitiamo le uova, li salviamo. Se mangiamo uova, li condanniamo a soffrire e morire.

Le uova sono un ingrediente facilissimo da sostituire in cucina ed è utile eliminarle anche per la nostra salute. Puoi scaricare gratuitamente l'opuscolo Latte e uova: perché uccidono, che contiene moltissimi consigli e ricette per una cucina senza uova. Un'utile panoramica sull'argomento si trova nell'articolo Fare a meno delle uova in 9 passi

E ora qualcuno dirà: "Ma io compro le uova del contadino, che non fanno del male a nessuno!". Purtroppo non è vero: galline e pulcini sono uccisi allo stesso modo, in tutti gli allevamenti. Per scoprire i "dietro le quinte", leggi l'articolo Le uova del contadino 'senza crudeltà'? Sono un'illusione.

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