Pescatori alleati del mare o primi nemici?

11/04/2019

In un comunicato stampa di pochi giorni fa, il Ministero dell'Ambiente annuncia con piacere l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del disegno di legge chiamato "Salvamare". In particolare viene messo in luce che, grazie a questa legge, i pescatori potranno portare a terra (anziché essere obbligati come ora a ributtarla in mare) la plastica raccolta con le reti, assieme ai tanti animali marini che verranno uccisi con lenta e terribile agonia.

Naturalmente, l'osservazione sulla sofferenza e morte dei pesci non appare nel comunicato, l'abbiamo aggiunta noi. Al contrario, il comunicato dipinge i pescatori come "alleati eccezionali" in questa lotta all'inquinamento da plastica. E non fa certo notare come invece una grande parte della plastica che inquina i mari sia costituita proprio dalle reti da pesca abbandonate quando non servono più, in particolare dalle flotte dei "bulldozer del mare", i giganteschi pescherecci con reti a strascico che rastrellano il mare sterminando ogni forma di vita.

Va benissimo che i pescatori riportino a terra la plastica che rimane nelle loro reti, di certo non vogliamo che la ributtino in mare. Piuttosto, non vorremmo proprio che le calassero, le loro reti. Non è certo il caso di far passare la pesca come qualcosa di positivo, quando essa è tra le prime causa di devastazione e inquinamento del mare, assieme all'acquacoltura (l'allevamento di pesci per il consumo umano).

Un'altra contraddizione che troviamo nel comunicato ministeriale, che lascia l'amaro in bocca, è la preoccupazione per i danni della plastica agli animali marini. Leggiamo: "Nel Mar Mediterraneo 134 specie sono vittime di ingestione di plastica, tra cui 60 specie di pesci, le 3 specie di tartarughe marine, 9 specie di uccelli marini e 5 specie di mammiferi marini".

E' certamente una cosa tragica, questa, ma:

  • perché preoccuparsi di queste specie e non dei pesci uccisi dai pescatori?
  • perché non far notare che, in aggiunta ai pesci uccisi per il consumo umano, tartarughe, uccelli marini, e moltissimi pesci "non commercializzabili" sono ogni giorno sterminati proprio dall'attività di pesca stessa, lasciati in mare agonizzanti o già morti?

Se vogliamo aiutare gli animali marini, la prima attività da eliminare è proprio quella della pesca: i pescatori non sono alleati, tutt'altro. La pesca è l'attività che fa maggior danno agli oceani, ai mari e a tutti gli animali che vivono in questo habitat.

Cosa puoi fare tu

Purtroppo il consumo di pesce aumenta sempre di più, perché moltissime persone non si rendono conto:

  • che il consumo di pesce è dannoso per la salute tanto quanto quello di carne;

  • che la pesca è fonte di danno per l'ambiente marino;

  • che i pesci sono esseri senzienti, animali come tutti gli altri, provano dolore allo stesso modo e sono uccisi in maniera ancora più straziante.

E' urgente fare informazione.

Partecipa anche tu a questo importante compito, partecipando alle iniziative proposte nell'Area Volontari di AgireOra: sono alla portata di tutte, basta dedicare pochissime ore al mese.

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In particolare, sul tema della pesca abbiamo pronti diversi materiali:

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