In 20 anni, -40% di animali uccisi nei laboratori italiani

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01/05/2018

Per far continuare questo trend positivo e arrivare a ZERO animali usati, impegniamoci ancora di più nel contrastare questa vergogna che si chiama vivisezione.

E' appena terminata la Settimana Internazionale per gli animali di laboratorio, ma la nostra campagna sul tema, Crimini Nascosti, continua per tutto il mese di maggio. Vai all'Area Volontari per partecipare, in special modo con la diffusione di locandine e volantini cartacei.

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Cogliamo l'occasione per valutare come stanno evolvendo le cose in questo settore, utilizzando gli ultimi dati statistici da poco pubblicati (relativi agli animali usati per la sperimentazione nell'anno 2016). Abbiamo pensato di confrontare il numero medio di animali uccisi ogni anno nel 2015-2016 con lo stesso numero medio relativo agli anni 1997-2000, in modo da valutare la variazione negli ultimi 20 anni.

Ebbene, si passa da oltre un milione di animali l'anno a circa 600 mila, con una diminuzione del 40%! Questo è un bel risultato, significa che oggi ci sono 400 mila animali in meno ogni anno che muoiono tra sofferenze estreme.

Ma non vogliamo aspettare altri 20 o 30 anni per arrivare a zero, dobbiamo velocizzare questo processo ed eliminare per sempre questa pratica spregevole.

A cosa è dovuta la diminuzione?

Quello che vediamo nelle statistiche è che fino al 2006 la diminuzione nell'uso di animali è stata molto scarsa, mediamente un 1% l'anno. Dal 2007 inizia un trend discendente più marcato: triennio 2007-2009, -5%; triennio 2010-2012, -10%; biennio 2013-2014, -8.4%; biennio 2015-2016, -15.6%.

Riteniamo che i motivi di tale diminuzione siano senz'altro da ascriversi all'opposizione alla sperimentazione animale sia sul piano etico che su quello scientifico, portati avanti in tutte le nazioni.

Siamo convinti che una grande influenza l'abbia avuta l'opinione pubblica contraria. L'opposizione alla vivisezione esiste da quando questa pratica orribile ha iniziato a essere applicata in modo sistematico, quasi 200 anni fa, ed è sempre cresciuta nel tempo, nonostante i vivisettori stiano cercando di ripulirne l'immagine chiamandola "sperimentazione su modelli animali" anziché "vivisezione". Gli animali non soffrono di meno cambiando le parole che descrivono le terribili pratiche cui sono sottoposti.

Un altro aspetto importante però è anche quello scientifico: il movimento antivivisezionista scientifico si è negli anni sempre più consolidato, specialmente all'estero; nel settore dei test regolatori (quelli obbligatori per legge), ma anche nella ricerca e sviluppo dei farmaci, sono stati fatti molti passi avanti. Non ha importanza la nazione in cui il cambiamento avviene, perché è un settore globalizzato, quindi il cambiamento si propaga nel resto del mondo.

Così, i test su animali, dispendiosi e inattendibili, sono stati sempre di più sostituiti con test più rilevanti per la specie umana che non utilizzano animali. Una grossa spinta allo sviluppo di metodi senza animali è derivata dall'opposizione alla vivisezione per i prodotti cosmetici: questi test sono usati anche in molti altri settori dell'industria, quindi sostituire quelli per i cosmetici ha causato anche la sostituzione in tutti gli altri campi.

In quali campi c'è stata una diminuzione dell'uso di animali?

A convalida di quanto detto sopra, possiamo notare che negli ultimi 15 anni c'è stato un marcato trend discendente del numero di animali utilizzati nei test di tossicità dei prodotti chimici, nei test per la messa in commercio dei farmaci e anche in quelli di ricerca e sviluppo del settore farmaceutico. La diminuzione è sempre stata notevole, a ogni triennio.

Per contro, ogni volta aumentava di molto il numero degli animali usati nella ricerca di base, vale a dire quella che non è direttamente finalizzata alla produzione di un farmaco, ma ha lo scopo di individuare i meccanismi di base delle malattie o altre informazioni sulla biologia umana. Umana, appunto, non animale, infatti i risultati utili in questo campo non li si trova certo GRAZIE alle pratiche su animali, ma piuttosto NONOSTANTE queste.

Cosa molto importante, questo settore è quasi totalmente finanziato coi nostri soldi: i soldi pubblici, dello Stato o dell'UE, e i soldi delle donazioni che le persone fanno alle associazioni per la ricerca. Inoltre, l'utilizzo di animali in questo caso è una decisione del ricercatore stesso, non ci sono obblighi di legge, al contrario di quanto accade per i test di tossicità.

Non dimentichiamo che una grossa parte di questa "ricerca" che utilizza animali è fatta semplicemente per pubblicare nuovi articoli, per la carriera dei ricercatori, non certo per salvare vite umane.

Ma anche quando lo scopo è di salvare vite umane, essa è solo fuorviata dall'uso di animali e non la possiamo nemmeno considerare ricerca, ma una pratica antiscientifica che sacrifica vite animali e spreca risorse e tempo a svantaggio dei malati.

Fino al 2012, il numero di animali usati nella ricerca di base è sempre aumentato, arrivando ben al 53% del totale degli animali impiegati. Quindi il settore in cui combattere, negli ultimi 15 anni, è stato soprattutto questo.

Dal 2014 hanno cambiato sistema di classificazione nelle statistiche e ci sono purtroppo molte meno informazioni di prima: una parte della ricerca di base è stata accorpata alla ricerca e sviluppo dell'industria, quindi non si riesce più a sapere se la ricerca sulle malattie, quella finanziata coi soldi pubblici e delle donazioni, sta ancora aumentando il suo utilizzo di animali o meno. Ma rimane comunque quella che utilizza il maggior numero di animali e quindi quella da combattere.

Per il biennio 2015-2016, queste sono le suddivisioni in percentuale:

  • 36% - Ricerca di base
  • 26% - Ricerca traslazionale o applicata (ma una fetta di questo 26% fa parte di quella che prima era definita ricerca di base)
  • 36% - Test regolatori, cioè quelli effettuati per legge per la messa in commercio di farmaci e sostanze chimiche
  • 2% - Il resto: formazione e utilizzo per l'allevamento di animali geneticamente modificati

Cosa possiamo fare

Come singole persone non abbiamo molto spazio di manovra, perché la salvezza di questi animali non dipende dalle nostre decisioni personali. Però possiamo cercare di influenzare le decisioni dell'industria, delle istituzioni e del mondo della ricerca in questi modi:

  • Scegliere solo cosmetici, prodotti per la pulizia personale e detersivi "senza crudeltà": scegli solo prodotti delle marche della lista positiva che trovi sul sito di VIVO - consumo consapevole.

  • Non fare donazioni alle associazioni per la ricerca che finanziano anche esperimenti su animali, come AIRC, AISM, ANLAIDS, Telethon, Comitato 30 ore per la vita e molte altre.

  • Non dare il 5 per mille delle tasse a queste stesse associazioni o anche alle università: TUTTE le facoltà ad indirizzo biomedico praticano la vivisezione, a spese dei contribuenti.

  • Ogni volta che si parla di sperimentazione animale in TV, alla radio o su un giornale o su una rivista, scrivere alla redazione, ringraziando se hanno detto cose veritiere e protestando e informandoli su come stanno le cose davvero ogni volta che danno informazioni errate. Farsi sentire in questo modo è più importante di quanto pensi.

In particolare, occorre diventare ancora più determinati contro l'uso degli animali nella ricerca medica, perché i ricercatori che fanno vivisezione amano considerarsi "salvatori del mondo" e credono che tutto sia loro concesso. Ma così non è, non hanno il diritto morale di praticare la vivisezione, né dal punto di vista etico di rispetto degli animali né da quello etico di rispetto per la vita dei malati che attendono le cure.

Come posso salvare ancora più animali?

Se nel campo delle vivisezione la nostra possibilità di intervento come singoli è limitata, c'è un altro campo in cui invece possiamo fare moltissimo come singoli e salvare molti più animali - perché ne vengono uccisi non 600 mila l'anno, ma almeno 3 miliardi e mezzo solo in Italia (probabilmente di più): quello dell'alimentazione.

Ciascuno di noi può scegliere cosa mangiare, è una decisione diretta e immediata: evitando tutti i cibi di origine animale possiamo salvare mediamente 30 animali "di terra" l'anno più altrettanti pesci (come stima per difetto, i pesci sono anche di più).

Quindi, se non sei già vegan, puoi diventarlo in un attimo e salvare moltissimi animali. Se lo sei già, puoi salvarne molti altri con un piccolo impegno di tempo per informare le altre persone.

Facciamo due conti: per salvare lo stesso numero di animali che ogni anno vengono uccisi dalla vivisezione, occorre far diventare vegan 10 mila persone. Con un investimento di 4 ore al mese, utilizzate per un attivismo ben fatto, alla portata di ogni singolo, possiamo far diventare vegan 1-2 persone. Questo significa che bastano circa 650 persone che impegnino 4 ore ogni mese, per salvare ogni anno più animali di quanti ne ammazza la vivisezione: vuoi essere anche tu tra questi 650?

Vedila così: se ti dicessimo che con 4 ore al mese di impegno di 650 persone si salverebbero tutti gli animali dei laboratori, saresti certamente dei nostri. Facciamo lo stesso per gli animali che muoiono nei macelli!

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