AgireOra, le vostre domande sul lavoro 'dietro le quinte' - parte II

28/12/2018

Nel 20esimo anniversario dell'attivismo di AgireOra abbiamo raccontato, "a puntate", la nostra storia e ne sono scaturite varie "domande dei lettori". Le abbiamo raccolte in due articoli, questa è la seconda parte, buona lettura!

Sulle attività di AgireOra

D: Quali sono i risultati di cui siete più orgogliosi e quali sono le cose che vi siete pentiti di aver fatto (se ce ne sono)?

R: Siamo abbastanza orgogliosi della continuità del nostro lavoro: due decenni di lavoro quotidiano. Ci sono diverse persone che da 20 anni (ma alcuni si sono aggiunti in seguito) si occupano di organizzare cene, eventi, impaginazioni di materiali, volantinaggi, proiezioni in piazza e molto altro. Siamo convinti che i risultati, sommati, abbiano avuto un grosso impatto sulla sensibilizzazione a favore degli animali, in Italia.

Due progetti di cui siamo particolarmente orgogliosi sono:

  • la casa editrice non-profit AgireOra Edizioni, che, sempre grazie al lavoro di volontari, ha prodotto anno dopo anno moltissimi materiali informativi di qualità, a disposizione di tutti. Dall'esterno è difficile immaginare quanto lavoro c'è dietro ad ogni pieghevole, opuscolo o libretto... ma ce n'è parecchio, perché è tutto realizzato con estrema cura.

  • L'Area Volontari di AgireOra. Molte persone vorrebbero partecipare a iniziative per gli animali ma sono in difficoltà nel trovare il sostegno e informazioni pratiche. Adesso possono registrasi al nostro sito, scegliere un'azione, avere tutte le indicazioni pratiche necessarie, chiedere aiuto, condividere i propri risultati e molto altro. Dobbiamo lavorarci ancora, perché vogliamo aumentare di molto la partecipazione!

Infine, per quanto riguarda progetti di cui ci siamo pentiti, è difficile indicarne uno. Certo, è capitato di iniziare dei progetti che poi si sono rivelati poco utili: in quel caso li abbiamo semplicemente chiusi, ma questo è normale. Spesso occorre tentare varie strade, prima di capire qual è quella giusta.

D: Come decidete quali campagne e progetti lanciare?

R: Non abbiamo una procedura ben definita, in generale cerchiamo di osservare i cambiamenti che avvengono e che riguardano gli animali in modo più o meno diretto. A quel punto ci chiediamo cosa possiamo fare concretamente per migliorare le cose.

Ad esempio di recente abbiamo visto delle statistiche attendibili che indicavano un incremento del consumo di pesce e lo vediamo anche, nel nostro piccolo, dalle mail che riceviamo da persone che non consumano carne per la propria salute ma che sono convinte invece di dover consumare pesce perché "fa bene". Ciò significa che, mentre la gente ha compreso i danni del consumo di carne, è tutt'ora erroneamente convinta che il pesce sia salutare. Inoltre, per quanto possa sembrare assurdo, la sofferenza dei pesci è molto sottovalutata: verso questi animali molti non provano la stessa compassione che sentono verso animali terrestri.

A quel punto abbiamo creato delle campagne a manifesti sull'aspetto etico e salutistico del consumo di pesce. Come sempre saranno poi i singoli volontari (come te che stai leggendo :) ) a occuparsi delle affissioni e della loro diffusione.

Altre volte invece gli spunti vengono parlando con le singole persone. Ad esempio negli ultimi anni è aumentato enormemente il numero di persone che venivano frenate dal compiere la scelta vegan da informazioni errate, per lo più provenienti da siti che si definiscono vegan (mentre sono solo siti commerciali). Per arginare il problema abbiamo aggiornato quasi tutti i nostri materiali cartacei e siti in modo da sfatare le credenze errate più diffuse.

D: Quali attività preferite svolgere e quali proprio non sopportate?

R: In generale troviamo più piacevole la fase iniziale dei nuovi progetti. La cosa più noiosa è l'inevitabile routine quotidiana: ovviamente è più entusiasmante pensare a una nuova campagna informativa che occuparsi dei contatti con la tipografia, stare dietro alle consegne, ecc. Però alla fine si fa tutto volentieri, perché servono tutte queste fasi affinché una campagna funzioni.

Anzi, approfittiamo per un appello a chi inizia le azioni dell'Area Volontari: spesso si decide sull'onda dell'emozione di fare qualcosa di concreto per gli animali, ma poi ci si trova di fronte a un compito che nella pratica è meno "epico" di quello che si pensava. Magari è un po' noioso, e così non lo si porta a termine. Vi assicuriamo che la grande maggioranza delle nostre attività sono molto meno piacevoli e più ordinarie di quelle che proponiamo a voi, ma sono importanti perché tutti i cambiamenti positivi nella storia recente sono avvenuti grazie al lavoro quotidiano di tante persone diverse.

D: Vi capita mai di essere presi dallo sconforto?

R: Sì e no. Sì, perché ogni volta che leggiamo nuovi articoli o vediamo nuove foto e video che riguardano le crudeltà verso gli animali, è inevitabile star male o essere furiosi. Però allo stesso tempo no, non siamo presi dallo sconforto, perché trasformiamo immediatamente questi sentimenti negativi in determinazione a fare ancora di più. Uno degli editoriali che abbiamo pubblicato si intitola "Convertiamo gli attacchi e l'ignoranza in azioni concrete per gli animali" e spiega proprio come il modo più efficace per rispondere a chi fa del male agli animali sia impegnarsi concretamente per loro.

Questo è quello che noi per primi facciamo da anni. Fatelo anche voi: gli animali hanno bisogno di aiuto concreto e voi avete bisogno di sentirvi meglio, reagendo allo sconforto con l'azione.

Sull'attivismo in generale

D: Ci sono differenze tra l'attivismo animalista in Italia e all'estero?

R: E' molto difficile giudicare situazioni che non si conoscono direttamente, ma la nostra impressione è che non vi siano grandi differenze. Quello che contraddistingue in negativo l'Italia è che le vere realtà animaliste sono nascoste da un gran numero di progetti esclusivamente commerciali che tentano di sostituirsi ad esse.

Ormai in Italia quasi tutti i libri, siti, riviste on-line, eventi sulla scelta vegan, sono opera di persone o aziende che di etico non hanno nulla e che parallelamente si occupano anche di promozione di prodotti animali. Le informazioni che forniscono sono spesso errate e questo, secondo noi, è uno dei maggiori ostacoli emersi negli ultimi anni.

Si rivolgono a noi persone a cui sono state messe in testa le idee più assurde: che nessun tipo di pane è vegan perché contiene il lievito (come se il lievito non fosse vegan!), che la seta sia vegan, che un vero vegan non compra i pomodori se non hanno una certificazione apposita che indichi che sono vegan, che per essere vegan occorre fare attenzione a cosa si mangia facendo chissà quanti conteggi sui nutrienti, ecc. E tutte queste assurdità vengono ampiamente propagandate da realtà che si fingono vegan.

Questo, ci teniamo a ripeterlo, non significa che in Italia l'attivismo animalista sia peggiore, solo che abbiamo un nemico in più, e quindi dobbiamo fare uno sforzo maggiore.

D: Visto che celebrate il traguardo dei 20 anni, come è cambiato l'attivismo in questi anni?

R: La differenza principale è che di diritti animali e scelta vegan si parla sempre di più, ma purtroppo le informazioni sono spesso errate o come minimo imprecise. Inoltre la partecipazione attiva delle persone è crollata, negli ultimi anni.

Anche parlando con realtà di vario genere (rifugi per animali, soccorso ad animali feriti) risulta che il numero di persone che agiscono concretamente per gli animali è sempre più basso, come se il parlare delle cose si fosse sostituito al farle.

Quindi il numero di persone che parla di animali che hanno bisogno di aiuto e che si indigna per ciò che accade agli animali negli allevamenti e nei macelli è aumentato, ma quelle che poi si attivano veramente per migliorare la situazione sono sempre meno.

Per volontari e aspiranti tali

D: Come conciliare attivismo, lavoro, vita personale, ecc.

R: Premettiamo che questo non serve alla maggioranza dei volontari: chi dedica qualche ora al mese al volontariato può facilmente trovare quel tempo senza alcuna rinuncia.

Per chi invece dedica una parte considerevole del proprio tempo, ecco alcuni consigli che abbiamo trovato utili:

  • Ridurre drasticamente il tempo dedicato a cose non necessarie. Non diciamo di rinunciare alle nostre passioni, ai nostri hobby, a un bel film o un libro, o a un paio d'ore tra amici, ma la maggior parte del tempo lo passiamo a fare cose che non ci appassionano poi molto. Gli italiani trascorrono in media oltre 2 ore al giorno sui social network: è veramente necessario, o piacevole? Non basterebbe una mezz'ora? Essere informati in tempo reale di quel che postano i nostri amici ci migliora la vita? Veramente vi interessano tutti i programmi televisivi che seguite o lo fate per inerzia e potreste seguirne solo un paio che vi piacciono veramente? Eliminiamo il superfluo per fare posto alle cose più importanti.

  • Ottimizzare i tempi per le cose necessarie. Ad esempio quando si cucina si possono preparare delle porzioni in più da scaldare il giorno dopo o surgelare.

  • Godersi il tempo libero rimasto. Le persone che dedicano più tempo agli animali spesso sono anche quelle che apprezzano maggiormente la loro vita. Perché? In parte perché essere attori di un cambiamento di così vasta portata è emozionante, in parte perché avendo meno tempo libero si è costretti a fare delle scelte e chiedersi cosa ci interessa veramente. Non è raro che le 4 ore al giorno passate tra chiacchiere su Internet e la TV vengano sostituite da 2 ore dedicate agli animali e 2 dedicate a una nuova passione (ad esempio, la fotografia).

Ma prima di preoccuparvi di questo, iniziate con qualche semplice attività che richiede poco tempo.

D: A quanti anni si può iniziare a fare volontariato per gli animali?

R: Non ci sono limiti di età. Abbiamo visto giovani volontari di appena 12 anni organizzare diffusione di volantini nelle buche delle lettere o impegnarsi nella prenotazione di affissioni di manifesti, ovviamente aiutati dai genitori. Alcune attività poi possono essere svolte da casa su Internet, senza alcuna difficoltà, da parte di chiunque.

D: Come iniziare?

R: Il primo passo è informarsi. Se si è vegan da poco, è essenziale, ma anche se lo si è da più tempo è importante. In questo articolo diamo alcuni suggerimenti: Per essere buoni ambasciatori della scelta vegan, leggiamo per informarci!

La seconda è capire che non è necessario creare un gruppo: si può iniziare da soli, anzi, è meglio iniziare da soli, perché se si aspetta di essere in gruppo magari non si inizia mai! Ed è bene iniziare dalle attività di livello medio, non con le più impegnative, così non ci si scoraggia e si fa un po' di esperienza, si creano dei contatti, ecc. Solo successivamente conviene passare alle attività più impegnative e quando ci si rende conto di avere abbastanza contatti si può lavorare in gruppo.

E' anche necessario trovare il tipo di attività che ci è più congeniale: se ne scegliamo una e vediamo che non fa proprio per noi, non dobbiamo mollare, ma semplicemente cambiare tipo di azione. Per questo ne proponiamo di vario genere in Area Volontari. Scegli quella che fa per te e inizia!

D: Quali sono le attività più utili?

R: Tutte le attività che abbiamo selezionato nella nostra Area Volontari sono state scelte proprio perché le riteniamo utili, all'interno dei rispettivi livelli di difficoltà (sono divise in facili, medie e più impegnative).

In generale riteniamo che il contatto diretto con le persone per diffondere la scelta vegan sia il più efficace. Contatto diretto, perché funziona infinitamente meglio rispetto a quello su Internet; e sulla scelta vegan perché è il campo dove la singola persona può decidere di smettere di uccidere animali senza bisogno di concessioni dall'esterno (come nel caso della vivisezione ad esempio).

Però se volete iniziare con attività diverse, ad esempio da svolgere semplicemente al computer, iniziate con quelle, selezionandone una tra le attività proposte.

Se vuoi leggere la nostra storia, l'abbiamo divisa in 3 puntate, più la prima parte delle "domande dei lettori":

  1. AgireOra, vent'anni di attivismo: come tutto è iniziato
  2. Il potere dei singoli e l'importanza di "fare rete"
  3. AgireOra, vent'anni di attivismo - Parte 3
  4. AgireOra, le vostre domande sul lavoro 'dietro le quinte' - parte I

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